REPORT DEL VIAGGIO BY MAIC

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Come da buon viaggiatore che si rispetti, una perfetta organizzazione è alla base di tutto.

Così partiti dall’idea di andare via in tanti, grazie alle scuse che proliferavano peggio dell’influenza, siamo rimasti in 3: Maic, la Mary e Wheelie. Beh comunque, a parte questa piccola disorganizzazione, l’altra cosa importante è la puntualità… infatti..

C’eravamo dati appuntamento alle ore 9 per partire; io già in ritardo, arrivo a casa Mary-Wheelie alle 9:15, preoccupato: e invece non è ancora pronto nessuno. Così tra caricare e fare i vari controlli (bagagli fissati bene, niente di dimenticato e rabbocchi olio dell’ultimo minuto) alle 10:30 ci mettiamo in viaggio.

Solo una raccomandazione in testa mi risuonava: “ragazzi ricordatevi che mi porto dietro 260 Kg di moto, compresi i vostri bagagli” (modo sottile per dire che se mi perdete state con la tuta e gli stivali tutto il tempo e manco vi lavate… Nonostante questo ho faticato le mie 7 tute per stargli almeno a distanza di “suono” (cioè sentivo in lontananza i loro possenti bolidi rombare).

Così partiamo, Sasso Marconi, Ganzole, e su per la statale della Futa; niente sosta al passo della Raticosa (siamo in lieve ritardo sulla tabella di marcia), passo Futa, e poi giù per la statale della futa verso Firenze. Erano parecchi anni che non facevo più quel tratto di Futa, di solito scendevamo verso la Toscana per Firenzuola e poi il passo del giogo; e non mi ricordavo che fosse così interessante come strada. Passiamo dai 20 gradi del passo ai 28 gradi delle strade di Borgo san Lorenzo.

Al un semaforo, la Mary mi chiede “da che parte dobbiamo andare”, e io, facendo finta di avere studiato l’itinerario rispondo “come per andare al Muraglione, ma poi prendi per Dicomano”…

Sta di fatto che passiamo Dicomano senza accorgercene e imbocchiamo per il muraglione.Rifornimento per il signori Wheelie e tomella clamorosa del benzinaio su “quanti ne vedo passare, quanti si schiantano (sgrat sgrat nonostante la tuta..), ecc..” con wheelie che finge interesse.

Cartina alla mano dico “mary, direi che siamo un po’ troppo avanti, dobbiamo tornare indietro”: e la perfetta organizzazione vacilla per l’ennesima volta.. Dopo però ci rifacciamo, su per il Valico Croce ai Mori, poi su per il passo Mandrioli: le tutte sudate sono intanto diventate 8, perché la mia moto non è troppo adatta a queste strade, anche se sono belle e meritano di essere fatte. Finalmente giungiamo alla E45, e la mia testa dice “questa sì che è una strada da Futura!!!” Ci fermiamo per il pieno e per un gelato, il caldo è pressante.

Qua, non so colto da quale incontrollabile istinto samaritano, dico alla Mary “vuoi che facciamo cambio moto per un po’? io prendo il motard e tu la Futura?”

(mannaggia a me!!) Forse la compassione di sentirla dire ogni 20 minuti “mi fa male il coccige (lei è raffinata e non dice culo..)” mi ha spinto all’insano gesto. Comunque la E45, asfalto post bellico a parte, ha un panorama davvero bello, poi quando siamo sbucati su un lago da cui pare defluisca un fiumiciattolo chiamato Tevere.. come direbbe Valentino Rossi, CHE SPETTACOLO!!.

Ovviamente arrivati a Città di Castello, usciti dalle E45 per imboccare la strada che porta a Bocca Serriola (non ho capito perché ma da queste parti i passi di chiamano BOCCA), la mary mi richiede gentilmente di restituirle il suo comodissimo motard: così lei si gode le curve, e io con la mia limousine a cercare di strare dietro a loro.

Davvero bella Bocca Serriola, tanto bella che la gente si assiepa ai lati della strada per godersi lo spettacolo delle moto che passano, manco fosse il Tourist Trophy… La scena più bella è stata 2 scalmanati che ci volevano superare per forza (nel mio caso, bello sforzo, eh??), che hanno fatto una curva contromano per poi ritrovarsi a stringerla perché una macchina veniva in senso inverso, e poi doversi inchiodare dietro ad un’altra auto che procedeva nel loro senso… tutto questo dall’inizio alla fine col ginocchio in terra… a 30 all’ora…

Pian piano, arriviamo a Piobbico, e ci dirigiamo verso il nostro agriturismo, Ca’ le suore. Il posto, un pelo fuori mano e con l’ultimo pezzo di strada stile campionato mondiale enduro, è davvero fantastico. Sembra di essere fuori dal mondo, silenzio, verde: insomma sembra di stare nella campagna di 30 anni fa…

Ci rinfreschiamo, ci rilassiamo, e poi andiamo a cena, con alcuni “indigeni” amici della Mary, che aveva già conosciuti in seguito ai precedenti raduni da queste parti con le Motocicliste.

Facciamo un po’ tardi, tra chiacchiere e saluti, e torniamo ai nostri giacigli, dove prima di andare a letto abbiamo l’occasione di partecipare ad un incontro ravvicinato tra il gatto dell’agriturismo e un simpatico rospo..

La mattina dopo abbiamo appuntamento ad Acqualagna, per incontrarci con alcuni ragazzi che erano con me al Futuraduno. Radunatici tutti partiamo alla volta di Bocca Trabaria, altra strada molto conosciuta e frequentata della zona. Faccio strada un po’ io (non so perché ma erano tutti convinti che io conoscessi la zona…) e poi, ahimè, quando iniziano le curve faccio passare tutti perché la mia moto non riesce a stare dietro al gruppo veloce.

Foto di rito al passo, con tutti i ragazzi, e poi giù verso San Sepolcro.. nello scendere azzardo 2 pieghe come si deve e a moto carica il cavalletto mi ricorda che c’è anche lui la in basso..

Ci ricompattiamo in paese, cerchiamo un posto dove mangiare qualcosa (che alla fine sarà un discreto tris di primi piatti)

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Poi, sotto un sole estivo da 30 gradi, ci salutiamo; i ragazzi del luogo ritornano verso i loro paesi, mentre noi, oramai sciolti all’interno delle nostre tutte, cerchiamo il primo ingresso della E45 in direzione Cesena: il buon proposito di fare qualche strada interna è stato un po’ sopraffatto dalla stanchezza.

Così tiriamo dritti finché i serbatoio ce lo consentono. Pausa benzina e rinfrescata in una specie di autogrill con aria condizionata a 18 gradi, poi ripartenza.

Mentre Mary e Wheelie, visto soprattutto la poca adattabilità del motard della Mary all’autostrada, proseguono verso Bologna sulla vi aEmilia, mentre io, forte ed orgoglioso del mio Telepass, mi infilo in autostrada e in 40 minuti sono a casa.

Stanco, ma divertito. Della mia compagnia di viaggio, simpatici, pazienti e di compagnia. E di aver rivisto qualcuno dei matti del Futuraduno, anche se oramai di Futura ce ne sono poche…

E come dicevano in un film, “alla fine ne resterà soltanto uno”… (con la Futura) E spero di essere IO!!

Maic

 

COMMENTO DI MARY - Per la cronaca non ho insistito io perchè Maic mi desse la futura nel tratto di E45!!!! Che non è poi così comoda da guidare con gli stivali da Cross!

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